Per effetto di Quota 100 usciranno dal mercato del lavoro oltre 22 mila infermieri, mentre almeno 75 mila rientrerebbero nei parametri per accelerare il pensionamento.
È il dato che stato elaborato dal Centro studi della Federazione degli Ordini delle professioni infermieristiche.
“Chi esce dalla professione attiva per Quota 100 deve essere subito rimpiazzato, al di là dell’economia e della politica”, ha dichiarato a Healthdesk.it la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli. “Anche il blocco del turn over va ovviamente superato e le carenze gravissime attuali devono essere coperte, ma è assolutamente impensabile indebolire a questo punto i servizi e farlo per di più a maggior danno proprio del territorio, dove personale e servizi sono più scarsi e gli assistiti sono più fragili perché caratterizzati da forme di cronicità, età il più delle volte avanzata e spesso non autosufficienza”.
“I quasi 75mila infermieri che verrebbero a mancare – 22mila da subito – rappresentano un pericolo reale e immediato per assistenza, servizi e soprattutto pazienti: il sistema non funziona senza infermieri e con 76mila in meno è al collasso annunciato” ha affermato la presidente FNOPI.
Per il portavoce Tonino Aceti “se non si adotteranno immediate e profonde contromisure a collassare sempre di più saranno i livelli essenziali di assistenza già in forte difficoltà e si rafforzeranno le disuguaglianze”.
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